Cosa succede davvero dentro un impianto?
Calcare, corrosione, fanghi, batteri e altri fenomeni possono compromettere nel tempo le prestazioni di un circuito. Riconoscere il problema è il primo passo per scegliere il trattamento corretto.
Ma cosa succede all’interno dell’impianto?
L’acqua non è un elemento neutro. Entra continuamente in contatto con i materiali dell’impianto e, in funzione della sua composizione e delle condizioni di esercizio, può contribuire alla formazione di incrostazioni, depositi, fenomeni corrosivi e contaminazioni microbiologiche.
Nel tempo, quello che inizialmente è un fenomeno quasi invisibile può trasformarsi in una perdita di efficienza, una riduzione della portata, un aumento dei consumi o un malfunzionamento.
La corretta gestione dell’acqua può aiutare a pulire, risanare e proteggere il circuito durante il suo ciclo di vita.
Quando l'acqua lascia il segno
Il calcare è uno dei problemi più comuni negli impianti.
L’acqua contiene sali minerali, tra cui calcio e magnesio.
In determinate condizioni questi sali possono perdere la loro solubilità e precipitare sulle superfici dell’impianto.
La temperatura è uno dei fattori che possono favorire questo fenomeno. Quando l’acqua viene riscaldata, cambiano gli equilibri chimici che regolano la solubilità dei sali e può aumentare la formazione di depositi minerali.
Il problema diventa particolarmente evidente negli scambiatori di calore.
Come si interviene?
Il disincrostante è formulato per agire sui depositi minerali.
A seconda della formulazione, i suoi componenti reagiscono con le sostanze che costituiscono l’incrostazione, favorendone la solubilizzazione o la disgregazione e permettendone la successiva rimozione durante il lavaggio.
Quando il metallo comincia a cedere
La corrosione, attacca il materiale di cui l’impianto è fatto.
Si tratta di un processo elettrochimico che può essere influenzato da numerosi fattori: presenza di ossigeno, caratteristiche chimiche dell’acqua, temperatura, conducibilità, pH, materiali presenti nel circuito e condizioni operative.
Il risultato è il progressivo deterioramento delle superfici metalliche.
I prodotti della corrosione, come ossidi e particelle metalliche, possono essere trasportati dall’acqua e accumularsi in altre parti del circuito.
La protezione comincia dalla chimica dell'acqua
Gli inibitori di corrosione hanno principalmente una funzione preventiva e protettiva.
In funzione della loro formulazione, possono interagire con la superficie metallica formando uno strato protettivo oppure modificare le condizioni chimiche del fluido in modo da rallentare i processi corrosivi.
È importante distinguere quindi tra due momenti:
- Rimuovere ciò che si è già formato
→ lavaggio e risanamento. - Proteggere il circuito nel tempo
→ trattamento inibitore.
Quando la superficie ha bisogno di essere ripulita
Esistono situazioni in cui il problema non è soltanto ciò che circola nell’acqua, ma ciò che è rimasto aderente alla superficie metallica.
Ossidi, residui di lavorazione e altri contaminanti possono formarsi o depositarsi sulle superfici durante la produzione, l’installazione o il funzionamento dell’impianto.
Il decapaggio permette di intervenire chimicamente su questi residui, favorendone la rimozione.
Anche nell'acqua possono crescere problemi
Un circuito può avere un problema che non si vede a occhio nudo.
L’acqua può contenere microrganismi che, in condizioni favorevoli, possono aderire alle superfici e contribuire alla formazione di un biofilm.
Temperatura, ristagno, disponibilità di nutrienti, depositi e condizioni del circuito possono influenzare lo sviluppo microbiologico.
Il biofilm può contribuire a trattenere ulteriori particelle e, in determinate condizioni, favorire fenomeni di corrosione localizzata.
Pulito non significa necessariamente igienizzato
Gli igienizzanti sono formulati per intervenire sulla componente microbiologica del circuito.
Il loro meccanismo d’azione dipende dal principio attivo utilizzato. Per ottenere il risultato previsto sono fondamentali parametri come concentrazione, tempo di contatto, temperatura e modalità di applicazione.
È importante ricordare che:
igienizzare non significa necessariamente pulire.
Quando sono presenti importanti depositi o biofilm, la gestione del problema può richiedere anche un’adeguata fase di pulizia e rimozione dei depositi.
Quando l'impianto comincia a farsi sentire
Non tutti i rumori di un impianto hanno origine dalla qualità dell’acqua.
Aria nel circuito, pompe, valvole, velocità del fluido, dilatazioni termiche e caratteristiche dell’impianto possono essere all’origine di fenomeni di rumorosità.
In alcuni casi, tuttavia, anche depositi e alterazioni delle condizioni del circuito possono contribuire a creare condizioni favorevoli alla comparsa di rumori.
I riduttori di rumore sono formulati per intervenire sulle condizioni del fluido e del circuito associate a determinati fenomeni di rumorosità.
E se il trattamento fosse più semplice di quanto pensi?
Conoscere il problema è il primo passo. Ma, per chi lavora ogni giorno sugli impianti, anche la semplicità di intervento fa la differenza.
È da questa esigenza che nasce SquEasy, la gamma di chimici concentrati in buste comprimibili, progettata per rendere il trattamento dell’impianto più pratico, veloce e immediato.
La gamma comprende prodotti per i più diffusi interventi di trattamento: protezione degli impianti ad alta e bassa temperatura e pulizia degli impianti, con o senza pompa
Il chimico arriva direttamente dove serve
Uno dei vantaggi di SquEasy è la possibilità di introdurre il prodotto direttamente nel circuito attraverso diversi punti dell’impianto, come radiatori, termoarredi, defangatori o collettori.
Il sistema è dotato di un tappo-adattatore universale brevettato, che permette di effettuare l’iniezione senza dover utilizzare adattatori o accessori esterni.
Il risultato è un sistema pensato per ridurre passaggi, attrezzatura necessaria e tempi di intervento.
Meno spazio, meno peso, meno complicazioni
Il formato compatto della busta permette di ridurre spazio, peso e costi legati al trasporto e allo stoccaggio rispetto ai tradizionali formati più ingombranti.
SquEasy è inoltre pronto all’uso e non richiede diluizione, caratteristica che lo differenzia dai prodotti in polvere che necessitano di essere preparati prima dell’utilizzo.
Per il professionista significa avere il prodotto già pronto quando serve, con un formato progettato per essere trasportato e utilizzato direttamente sul campo.
Il problema dice già quale trattamento serve
| Problema | Cosa succede | Effetto sull'impianto | Trattamento |
|---|---|---|---|
| Calcare | I sali minerali precipitano e formano depositi | Peggioramento dello scambio termico e riduzione della sezione di passaggio | Disincrostante |
| Corrosione | Il metallo viene progressivamente degradato | Ossidi, particelle e danneggiamento dei componenti | Inibitore di corrosione |
| Fanghi / ossidi | Si accumulano prodotti della corrosione e contaminanti | Riduzione di portata e rendimento | Risanante |
| Residui / ossidi superficiali | Si formano depositi aderenti sulle superfici metalliche | Superfici contaminate | Decapante |
| Batteri / biofilm | I microrganismi colonizzano le superfici | Contaminazione e possibile corrosione microbiologica | Igienizzante |
| Rumorosità | Alcune condizioni del circuito possono favorire fenomeni acustici | Rumori e discomfort | Riduttore di rumore |
| Gelo | Il fluido congela alle basse temperature | Rischio per tubazioni e componenti | Antigelo |
| Trasferimento termico | Il fluido non è adeguato alle condizioni operative | Minore efficienza del sistema | Termovettore |
Pulire è solo l'inizio
La gestione dell’impianto può essere vista come un percorso:
01 · CAPIRE
Qual è il problema?
Calcare, fanghi, ossidi, corrosione, contaminazione microbiologica o rischio di gelo?
02 · PULIRE
Rimuovere ciò che si è accumulato.
Disincrostazione, risanamento e decapaggio permettono di intervenire sui diversi tipi di deposito.
03 · RISCIACQUARE
Eliminare residui e prodotti di trattamento.
Una corretta fase di risciacquo è parte integrante del processo di lavaggio.
04 · PROTEGGERE
Ridurre il rischio che il problema si ripresenti.
Gli inibitori di corrosione possono contribuire a proteggere le superfici metalliche.
05 · CONDIZIONARE
Scegliere il fluido adatto al lavoro che deve svolgere.
Termovettori e antigelo permettono di adattare il fluido alle condizioni operative dell'impianto.
06 · MANTENERE
Controllare nel tempo le condizioni del circuito.
La manutenzione permette di individuare più rapidamente eventuali anomalie e intervenire prima che un piccolo problema diventi un guasto.
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