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Quali sono le cause del
mal funzionamento dell’impianto?

Spesso succede che il cliente ti chiami, lamentandosi del fatto che, nella sua abitazione, i radiatori o l’impianto a pavimento non scaldino, oppure che la caldaia continui a fare rumore.

Tu, in quanto professionista, sospetti subito che si tratti di un impianto compromesso.


Nell’impianto ci possono essere impurità stratificate nel tempo o alghe che causano, quindi, una mancata circolazione fra gli elementi che compongono l’impianto.


I risultati saranno una perdita di rendimento, con conseguente aumento di costi e consumi, e nella perdita di comfort, che si trasformerà nell’insoddisfazione del cliente.

Ma quali sono le principali cause determinanti il mal funzionamento dell’impianto?

Analizziamole una per una:
• Ossigeno
• Batteri
• Corrosione
• Incrostazioni

OSSIGENO

Corrosione_tubi

L’ossigeno, a contatto con qualsiasi tipo di metallo, provoca un processo di ossidazione che, a seconda del tipo di metallo, può svilupparsi in tempi più o meno rapidi.

È, inoltre, in grado di velocizzare le corrosioni, alimentando, quindi, le contaminazioni batteriche e microbiologiche.


All’interno dei circuiti di climatizzazione invernale/estiva, contribuisce alla formazione di fanghi.


Purtroppo, non è possibile eliminarlo in alcun modo.

BATTERI

I batteri creano una formazione microbiologica (Limo) che, a livello visivo, appare come un’alga verdastra e, normalmente, si manifesta tra i 30°C e i 40°C.

 

Gli impianti radianti sono più soggetti al problema che risulta parecchio compromettente, poiché solitamente la formazione microbiologica è in grado di avvolgere tutta la tubazione, fino ad occluderne il passaggio.

 

Come eliminarli? Con appositi biocidi.

CORROSIONE

La corrosione è il processo di deterioramento dei materiali metallici, in seguito all’ossidazione della superficie a contatto con aria/acqua.

Può manifestarsi all’interno di un impianto come un fenomeno abrasivo da corpi esterni, quali sabbia, ruggine, materiali di lavorazione, ecc.


Purtroppo la corrosione intacca tutte le tipologie di metalli utilizzati per la realizzazione degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva.

Esistono diverse tipologie di corrosione e, se non identificate, possono compromettere l’impianto fino a perforarlo o tapparlo.

INCROSTAZIONI

Le incrostazioni riguardano la stratificazione del calcare, indipendentemente dalla durezza dell’acqua.

Su impianti a circuito chiuso si evidenziano solo laddove vi siano continui reintegri.

In ogni caso, le incrostazioni sono in grado di avvolgere tutta la tubazione, fino ad occluderne il passaggio.

Si possono eliminare utilizzando appositi acidi con pompe disincrostanti.

Quali sono i prodotti più adatti?

BP800

Risanante liquido forte disperdente organico non corrosivo, ad azione rapida. Per impianti di riscaldamento in esercizio. Compatibile con tutti i metalli.
Non necessita di neutralizzazione. Rimuove i fanghi e i residui di corrosione. Allunga la vita dell’impianto.

BP700 Powder


Igienizzante in polvere. Previene la formazione di batteri e alghe che possono generarsi a causa delle basse temperature. Elimina l’intasamento, previene lo sviluppo di cattivi odori.
Pratico formato in polvere.

BP100


Inibitore di corrosione liquido a pH neutro.
Protegge le superfici metalliche da fenomeni corrosivi e incrostazioni, previene la formazione di gas nell’impianto. Ideale anche per l’alluminio.
Studiato per impianti nuovi o risanati.

BP700A


Igienizzante, filmante. Previene la formazione di batteri e alghe che possono generarsi a causa delle basse temperature. Previene la corrosione. Elimina lo sviluppo di cattivi odori. Ideale anche per l’alluminio.

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