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Guida di Manta Ecologica sulla sanificazione dei climatizzatori

PULIRE O SANIFICARE IL CLIMATIZZATORE?

Si è sempre sentito parlare delle operazioni ordinarie di pulizia del condizionatore ma, soprattutto quest’anno, caratterizzato dalla pandemia di COVID-19, si è intrufolato nel gergo comune il termine “sanificare”, associato agli impianti di raffrescamento dell’aria.

Per approfondire l’argomento, partiamo dalla differenza di significato dei termini:

 

La disinfezione riguarda il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza, mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni.

 

La sanificazione è il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti, mediante

  • la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione
  • il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e le ventilazione, ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.
 

Con “pulizia” s’intende il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati e aree di pertinenza.

Sanificare i climatizzatori durante il covid

Per le operazioni di pulizia, non è necessario rivolgersi a ditte o imprese con particolari requisiti tecnico-professionali, come, invece, è necessario fare per le attività di sanificazione.

 

 

La sanificazione, riguardando un “complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti”, non è applicabile agli impianti.

 

Quindi, le operazioni che l’installatore compie sui condotti d’aria, si riferiscono all’ordinaria manutenzione del complesso impiantistico aeraulico.

CHI PUÒ SANIFICARE?

In base alle qualifiche in possesso a centri assistenza e installatori, non è possibile parlare di sanificazione, ma è sempre opportuno parlare di pulizia, igienizzazione e disinfezione.

 

 

L’installatore può sicuramente adottare tutti i criteri di pulizia di filtri, chiusure antifiamma, bocca di erogazione, ecc., ma non può dichiarare questi ultimi “sanificati”. Se l’installatore volesse “sanificare”, ovvero abbattere la carica batterica all’interno dei condotti e certificarne l’attività, dovrebbe per forza rivolgersi ad un’azienda specializzata.

Ricorda che la sanificazione non implica la disinfezione e la disinfezione non è vincolata all’utilizzo di Presidi Medico Chirurgici, ma bensì di prodotti che abbiano un principio attivo in grado di eliminare/ridurre microorganismi patogeni, anche se i PMC sono raccomandati.

Quando l’attività di pulizia è, invece, intesa come manutenzione ordinaria dell’impianto, imputabile quindi all’installatore, una semplice impresa di pulizie non può occuparsene.

 

Questa operazione prevederebbe lo smontaggio e il rimontaggio di un impianto di climatizzazione (per pulirlo in profondità) e solo un tecnico manutentore potrebbe farlo, altrimenti: si rischierebbe una manomissione, decadrebbe la garanzia, ma soprattutto, l’impianto potrebbe essere danneggiato e compromesso nella sua sicurezza.

PERCHÉ L’ATTENZIONE È COSÌ TANTO FOCALIZZATA SULLA SANIFICAZIONE?

Perché tra le principali modalità di contagio da COVID-19, vi è l’infezione attraverso droplets (goccioline piccolissime che originano dagli atti del respirare, parlare, tossire e starnutire), che viaggiano nell’aria e possono depositarsi su oggetti o superfici, che diventano, quindi, fonte di diffusione del virus.


È chiaro che la qualità dell’aria indoor e il microclima possono rappresentare fattori chiave nella trasmissione di infezioni negli ambienti chiusi, per questo sono necessari:

  • Ventilazione adeguata e periodica
  • Regolare ricambio d’aria
Covid nei climatizzatori

Va da sé che la corretta gestione dell’impianto di climatizzazione e ventilazione debbano essere adeguate alle:

  • Caratteristiche dell’impianto
  • Condizioni di esercizio
  • Modalità d’uso degli ambienti

 

Attraverso ciò, è possibile capire il livello di rischio e prendere le decisioni d’intervento più opportune.

PULIZIA CLIMATIZZATORI: FREQUENZA E MODALITÀ

È consigliabile programmare una pulizia periodica dei filtri dell’aria di ricircolo del fancoil/ventilconvettore, ogni quattro settimane, in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo.

La pulizia dei filtri, il controllo della batteria di scambio termico e le bacinelle di raccolta della condensa possono contribuire a rendere più sicuri gli edifici, riducendo la trasmissione delle malattie, compreso il virus SARS-CoV-2.

La procedura di pulizia suggerisce di evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia (detergenti/disinfettanti spray) direttamente sul filtro, per non inalare sostanze inquinanti (es. COV) durante il funzionamento. È bene prestare particolare attenzione all’uso di tali spray, specie nel caso di personale con problemi respiratori, es. soggetti asmatici.

Le prese e le griglie di ventilazione vanno pulite con panni inumiditi con acqua e sapone, oppure con una soluzione di alcool etilico al 70%.


Dove possibile, in questi ambienti, sarebbe necessario aprire regolarmente finestre e balconi.

QUALE PRODOTTO UTILIZZARE PER I CLIMATIZZATORI?

Il prodotto ideale dovrebbe rispondere a tutta una serie di requisiti essenziali che possono essere sintetizzati in:

  • Azione rapida e persistente
  • Attività biocida con ampio spettro d’azione
  • Assenza di controindicazioni per uomo/ambiente/materiali da trattare nelle normali condizioni di utilizzo
  • Facilità di applicazione

Bisognerà, quindi, scegliere di volta in volta il prodotto più adatto.

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