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Il calcare

Che cos’è e come si forma?

Conosci tutto del calcare? Che cos’è e come si forma? Quali sono i problemi che derivano dalle incrostazioni e come liberarsene? 
Continua a leggere per approfondire e per scoprire la soluzione Manta.

POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA

L’approvvigionamento di acqua può essere di origine superficiale o sotterraneo.

Le acque superficiali (bacini, invasi, fiumi ecc.) presentano gravi problemi nel momento in cui devono venire potabilizzate, poiché inglobano i gas che incontrano nell’atmosfera quando cadono sotto forma di pioggia, neve o grandine, oltre a tutti gli inquinanti che l’uomo ha distribuito nel suolo.

Le acque sotterranee sono acque profonde che hanno percolato il terreno.

 

Questa percolazione fa sì che l’acqua venga filtrata e, in questo modo, il terreno assorbe tutti gli inquinanti che l’acqua ha, a sua volta, assorbito durante la precipitazione e il contatto con il suolo.

 

Tutto ciò rende più facile la potabilizzazione, anche per il fatto che queste acque, non essendo influenzate da agenti atmosferici, non cambiano le loro caratteristiche chimico-fisiche.

DUREZZA DELL'ACQUA

L’acqua (H2O) è un solvente in grado di sciogliere anche i minerali degli strati del terreno che attraversa e, se questi minerali sono a base di carbonati di calcio e di magnesio, ecco che l’acqua si arricchisce di questi Sali in forma solubile: bicarbonato di calcio e di magnesio.

 

La durezza dell’acqua rappresenta la sommatoria di calcio e magnesio presente nell’acqua.

L’unità di misura della durezza è il grado francese °f e ogni grado francese corrisponde a 10 mg/l di carbonato di calcio (incrostazione).

Tenendo in considerazione un’acqua con 30° di durezza, si depositano nell’impianto idrico circa 300 grammi di calcare ogni 1000 litri di acqua consumata.

COME SI FORMA IL CALCARE

Il calcare si forma quando il calcio e il magnesio, legati al bicarbonato, precipitano per variazioni di temperatura.

 

Se non ci fossero i bicarbonati l’acqua creerebbe incrostazioni solo alla sua temperatura di ebollizione.

 

Considerando l’enorme quantità di anidride carbonica che ogni giorno viene emessa in atmosfera, ad oggi, nell’acqua, tutto il calcio e il magnesio presente si lega con il bicarbonato.

 

Il bicarbonato di calcio e di magnesio sono Sali solubili molto instabili: bastano piccole variazioni di temperatura, di pH, per trasformare il bicarbonato di calcio e magnesio in carbonati di calcio e magnesio che, essendo insolubili in acqua, originano incrostazioni.

COME SI FORMANO LE INCROSTAZIONI

Abbiamo visto in precedenza che in base alle caratteristiche dell’acqua, questa può originare incrostazioni (deposito di carbonato di calcio e di magnesio) anche con piccole variazioni di temperatura e di flussi.

Nel momento in cui l’acqua passa o si ferma su componenti metallici, il fenomeno si accentua, in quanto la struttura cristallina del metallo non è liscia come un materiale plastico, ma molto più rugosa.

 

Questa rugosità, fa sì che il germe cristallino di carbonato di calcio si aggrappi ad essa e, di conseguenza, per forze elettrochimiche (calcare attira calcare) si origini l’incrostazione.

È, soprattutto, quando si scalda l’acqua che la maggior parte del calcare tende a depositarsi!

Basti pensare a quello che avviene quando si prepara un tè:

Si mette l’acqua sul pentolino e si accende il fuoco. Anche se dopo pochi minuti l’acqua non ha ancora raggiunto la temperatura di ebollizione, si può comunque notare la formazione di bollicine.

 

Cosa sono queste bollicine?

 

Non sono altro che l’anidride carbonica che si libera dalla decomposizione del bicarbonato in carbonato.

 

Dopodiché si comincerà a intravedere un deposito bianco che si formerà sul bordo del pentolino a contatto con l’acqua.

Questo, invece, è ciò che avviene quando facciamo la doccia: la caldaia scalda l’acqua, l’anidride carbonica che viene liberata esce dal soffione della doccia ed è lì, dove avviene lo scambio termico, che il calcare tende a depositarsi maggiormente. 

Doccia a pioggia

Immaginatevi ora di preparare 200 tè, sempre nello stesso pentolino senza mai lavarlo: 200 tè a 200cc per tè, fanno 40 litri di acqua e cioè la stessa quantità che mediamente se ne consuma per una doccia.

Potete immaginare quanto si incrosta lo scambiatore dopo 100 docce.

TRATTARE L'ACQUA

Considerando quanto detto in precedenza, è evidente che sia necessario trattare l’acqua, proprio per evitare gli inconvenienti in termini di costi energetici e di impatto ambientale che, per un paese come l’Italia, non sono più giustificati.

Il Decreto Interministeriale del 26/06/2015 impone il trattamento dell’acqua per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento, indipendentemente dalla durezza e dalla capacità termica dell’impianto.

Esistono due tipologie di trattamento per risolvere e prevenire il problema:

TRATTAMENTO FISICO

Per trattamento fisico si intendono tutte quelle apparecchiature in grado di creare un campo magnetico capace di rompere il cristallo di carbonato di calcio (che ha la forma di una stella a sei punte) in tanti piccoli parallelepipedi, i quali hanno più difficoltà ad attaccarsi alle pareti. Parliamo di apparecchiature a magneti permanenti, a elettromagneti o a corrente.

 

Purtroppo però, ci sono tante di quelle controindicazioni che, il più delle volte, inficiano il risultato di queste apparecchiature al punto tale che il Decreto Interministeriale non le prende nemmeno in considerazione.

TRATTAMENTO CHIMICO

I trattamenti chimici si dividono in due tipologie:

– Il dosaggio di prodotti chimici che impediscono il depositarsi del calcare, che consiste nell’aggiungere, in modo proporzionale alla portata dell’acqua, una sostanza che è in grado di circondare (azione chelante) lo ione calcio e magnesio, rendendolo scivoloso e, di conseguenza, impedendone la precipitazione. Questo trattamento è obbligatorio per tutte le tipologie di impianti di produzione di acqua calda sanitaria.

– L’eliminazione quasi completa del calcio e del magnesio, attraverso delle resine che hanno la caratteristica di trattenere questi ioni per poi scaricarli quando è ora.

 

Questa è la funzione degli Addolcitori, unica soluzione in grado di eliminare i Sali di calcio e magnesio. Per farlo, utilizzano delle sostanze chiamate resine che trattengono il calcio e il magnesio, sostituendoli con il sodio. Quando queste resine sono piene di calcio e magnesio, l’addolcitore, in modo completamente automatico, le rigenera. Il calcio e il magnesio che vengono rilasciati in questa fase, vengono convogliati allo scarico, per preparare l’addolcitore ad un altro ciclo di lavoro. 

COSA FARE SE NON È STATA FATTA LA GIUSTA PREVENZIONE?

Se si ha un’acqua dura e non si è fatta la giusta prevenzione con i sistemi chimici, prima o poi si avrà un deposito di calcare che impedirà l’utilizzo dell’apparecchiatura incrostata.

 

Il caso più comune è la portata dell’acqua calda che viene talmente ridotta dalle incrostazioni, che risulterà impossibile persino fare una doccia calda o, addirittura, manderà in blocco la caldaia.

A questo punto si deve intervenire con la
DISINCROSTAZIONE
per ripristinare le condizioni di funzionamento della caldaia.

La disincrostazione è un lavaggio acido da effettuarsi con delle pompe a tenuta acida. Il tipo di acido da utilizzare è in funzione dei tipi metallurgici con cui si viene a contatto.

Vuoi scoprire le procedure per la disincrostazione?

Scarica il nostro 
Quaderno Tecnico per la Disincrostazione

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